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Gli Inediti: Piccoli Piaceri

 

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"Non rispondere al telefono e altri piccoli piaceri della vita" nasce dopo aver letto “La prima sorsata di birra e altri piccoli piaceri della vita” di Philippe Delerm e vuole esserne il seguito, la continuazione. Sapore di ricordi di altri tempi, o, per lo meno, di una generazione precedente. Piaceri davvero piccoli, piccolissimi e ciononostante riconoscibili, condivisibili. Un elenco di piccoli piaceri che mormora fra i denti anche un inno alla libertà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA COLLEZIONE DI SOLDATINI

 

Da bambino erano di gesso, si rompevano in continuazione ed era un continuo aprire e richiudere il tubetto dell’attaccatutto e lottare con sbavature e monconi insaldabili. Poi comparvero gli Elastolin, produzione tedesca in bachelite. Tu non sapevi che anch’essa aveva i suoi limiti e con la sicumera dell’infanzia avevi lanciato in aria l’intera confezione per dimostrare a quell’incredulo la loro infrangibilità, distruggendo così un’eroica squadra composta dal Principe Valiant, il suo rivale Arn, Sir Galvano e le tue certezze. Finalmente arrivarono gli inglesi Swoppet in plastica veramente infrangibile, incredibili nella precisione dei particolari. Ai cavalieri della Guerra delle Due Rose potevi alzare la celata, estrarre le minuscole spade dai minuscoli foderi, sostituire emblemi e pennacchi, farli ruotare sul busto. Grazie a qualche generoso amico di famiglia cominciasti ad avere una dotazione incredibile, comprendente un castello abbarbicato su una collina, catapulte e torri d’assedio, onagri e baliste. I francesi Starlux non erano snodati ma accattivanti nei loro colori sgargianti e nelle loro pose fanfarone. Con questo multiforme esercito riproponevi sul tavolo della cucina o sul tappeto del salotto l’assalto a Shoreby da “La Freccia Nera”, oppure i duelli finali de “Lo Scudo dei Falworth”.

 

Poi, in un pomeriggio d’agosto, il tuo interesse per i soldatini scemò di colpo e scopristi invece le ausiliarie. Da adulto, con l’aiuto di un abile parente, costruisti una piccola teca per conservare ed esporre i migliori di loro e finisti per non pensarci più.

Finchè una benemerita casa editrice uscì con una serie di soldatini in armatura, di altezza doppia, in metallo, accuratamente rifiniti ed abbinati ad una serie di dispense che li inquadravano nella loro epoca e nelle loro peculiarità. La vecchia passione si scatenò di nuovo: ogni quindici giorni correvi in edicola con il batticuore ed ogni nuovo personaggio veniva accolto e coccolato come un ospite d’onore. Acquistasti una bacheca angolare, alta due metri, in legno pregiato, in cui riporli e esporli.

 

Oggi, due anni dopo, la raccolta è ultimata e fa bella mostra di sé in sala. Ogni tanto apri l’antina di vetro e cambi disposizione ai cinquanta armigeri, raggruppandoli ora per periodo storico, ora per area geografica, ora per colore (sic!) modificando così il colpo d’occhio.

Ma che nessuno si azzardi a ironizzare sulle tue manie: non sei più un bambino che gioca con i soldatini. Ora ti fai chiamare “collezionista”.

 

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