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(Pogo di Walt Kelly)

 

 

Musicista, scrittore e ora... poeta! 

(guardate gli attestati: è tutto vero!)

In basso a destra l'antologia "Perchè mi dici poeta" che contiene tre mie poesie e una intensa presentazione di Andrea Bolfi, conduttore della rassegna Ottovolante presso l'associazione Arte Città Amica.

 

 

Nella sede del centro Studi Cultura e Società, collaboro alle serate letterarie come cantautore e poeta.

 

 

Raccolta di 50 poesie e 30 canzoni (2016)

 

 

Poesie, sonetti (in metrica scespiriana: 3 quartine e un distico), rime baciate, fiabe, musica, viaggi. 

Il flirt fra Franco e le amiche Parole continua...

 

PIANOFORTE

 

Dignitoso, pareva mi dicesse:

"Non ti montar la testa, chitarrista:

altra tastiera, meno ardua pista

cerchin tue dita: qui non sono ammesse!"

 

Ma io, timidamente, le appoggiai

su quelle dolci leve bianche e nere,

un'ultima sorsata dal bicchiere

e poche lievi note ne cavai.

 

E un lento blues nel fumo si distese

e chiacchiere e risate da salotto

s'infransero e cessarono dì botto

ed un silenzio attento mi sorprese.

 

Poi ritrassi le mani, lentamente

e percepii un bisbiglio: "Sufficiente".

 

SIENA 1984

 

O Siena non fa parte dell'Italia,

o siamo noi, piemontesi, sfortunati

chè davvero non siamo abituati

a simile bellezza, che attanaglia.

 

Qui il passato non serve da scusante,

da alibi, o da medaglia vecchia,

ma è una pietra in cui ciascun si specchia

e di continuità si fa garante.

 

Sede della Civetta: antichi muri

recuperati ad uso quotidiano;

piazzetta della Torre: passamano

fra più generazioni; ed i tamburi

 

annunciano: "Il Palio s'è iniziato!"

e noi, commossi, tratteniamo il fiato.

 

IRISH BLUE(S)   (Ireland 2006/Italy 2011)

 

Le scogliere dell'isola di Aran

ad Erika sembravano scalini

per scendere a giocare coi delfini

appena fuori il molo di Kilronan.

 

Appoggiata la bici sul muretto

tirò fuori il taccuino e la matita

scostò i lunghi capelli con le dita

e tratteggiò veloce il suo bozzetto.

 

Poi alzò il capo per guardare il cielo

e il cielo grigio assai si vergognò

specchiandosi in quegli occhi e allor sgombrò

tosto le nubi che facevan velo.

 

Con occhi e cielo di un ugual colore

quel giorno restò ad Erika nel cuore.

CICATRICI DI MEMORIA

 

E l'auto in un cassetto

chiuso a chiave e quella chiave

l'ha inghiottita un coccodrillo: non c'è più.

 

Silenzi di broccato,

fianco a fianco con il grido

di un'armonica accattona dietro a te.

 

Ma cosa avrà questa città?

Dove in mezzo ad una folla

non perdi mai la tua identità.

 

Una maschera di cuoio

che ti nega da quel vetro

la saggezza che possiede sol per sé.

 

La cenere sottile

testimonia nella calle

Corto Maltese è appena stato qua.

 

Ma cosa avrà questa città?

Dove un muro silenzioso

grida centomila verità.

 

Piazza San Marco all'alba,

vetro rosa di un fanale

che illumina te stesso insieme a te.

 

Rollio di vaporetti

nei canali di Murano

e occhio e corpo e mente ognun per sé.

E dieci sale chiuse

di orientali meraviglie

che ironizzano sulla tua civiltà.

 

E infine il coccodrillo

sputa fuori quella chiave

che speravi di non vedere più.

 

E l'auto prepotente

ti rapisce da quel sogno

che lentamente a pezzi se ne va.

 

E' una mia canzone, ma il testo ha ricevuto una segnalazione al 7° Premio Naz.le Arti Letterarie 2013.  Cantautore = poeta? Sì, anche. 

CORTEO

6° class. Premio Naz.le Arti Letterarie 2012

"Piacevole filastrocca che tanto sarebbe piaciuta a Palazzeschi. Brevi sintagmi di due parole si rincorrono per il testo con una musicalità da sarabanda, un allegro corteo senza una meta sicura. C’è solo un fatto oggettivo. La stesura di una scrittura. E qui ritroviamo il “lasciatemi divertire” del poeta e narratore fiorentino."

 

Dalla poesia il pittore Ober ha tratto il quadro che vedete, dove ogni tessera porta scritto e graffitato un verso.

 

Inchiostro secco

penna spuntata

caviglia gonfia

testa ovattata

gelo d’autunno

rabbia d’ufficio

fame nervosa

fuga di micio

memoria stanca

di carta vetro

nebbia davanti

tristezza dietro

antiche storie

di duellanti

sospiri dietro

dubbi davanti

storie di amori

cavallereschi

biondi danesi 

pallidi teschi

legni sonori

bemolli e diesis

boschi intricati

ponti sospesi

vecchi sceriffi

foto bruciate

gomme da neve

ansie sprecate

senso di vuoto

senza motivo

lo sto cercando

e intanto scrivo.

ACQUE  (2013)

 

“Chi sei? Da dove vieni

bella e chiara corrente?

Da quale monte aguzzo,

da che neve silente?

Quali valli hai percorso?

Chi è stata la tua gente?

Chi ti ha insegnato il canto

che emetti dolcemente?”

 

“Vengo da un gran pianoro

verde e bruno d’estate

in mezzo ad aspre rocce

di bianco sormontate.

Ho donato il mio corpo

alle gole assetate;

canto con la civetta

nelle notti stellate.

 

Ma dimmi, old man river

quale è stato il tuo viaggio,

quali gole contorte

hai vinto con coraggio?

Quali dighe corrose

ti han tenuto in ostaggio?

Nelle acque tue scure

chi ha inciso quel tatuaggio?”

 

“Non posso dirti tutto

delle mie cicatrici,

tanto tempo è passato

dalle prime pendici.

Ho visto case e fumo

e fabbriche e motrici;

le mie onde han bevuto

il pianto di infelici.”

 

“Chissà, forse è il destino

che or ci fa incontrare;

tu porti la tua storia

io un cielo da sognare,

io ti strappo un sorriso

tu mi fai meditare.

Abbracciami e viaggiamo

insieme fino al mare.”

 

AMNESTY INTERNATIONAL CONCERT

Good vibrations

no hesitations 

with six knights  

for Human Rights 

in my town             

to get them NOW.

Flyin' over Africa

Europe, America,

writin' a page

of pride and rage.

Singin with Peter

for a better future.

Thousand small lights

for Human Rights.

 

Buone vibrazioni

nessuna esitazione

con sei cavalieri

per i Diritti Umani

nella mia città

per averli ORA.

Volando sull'Africa

Europa, America,

scrivendo una pagina

di orgoglio e rabbia.

Cantando con Peter

per un futuro migliore.

Mille fiammelle

per i Diritti Umani.

 

 

Nota: concerto di Amnesty !nternational 1988 per i Diritti Umani con Sting, Peter Gabriel, Bruce Springsteen, Tracy Chapman, Youssou N'Door e Claudio Baglioni.

 

SAMARIA'S GORGE

 

La ruga di un profondo dispiacere

le lacrime filtrate dalla pietra

un fiore rosso giunto inaspettato

come un accordo antico sulla cetra.

 

Antiche mura o forse solo vecchie

che ti sembra di avere visto già

antiche croci mantenute dritte

per perpetuare semplici pietà

 

E dai verdi capelli del gigante

agli azzurri suoi piedi in poche ore

ed il confronto che ti viene in mente

per quanto assurdo, gioca a tuo favore

 

Tu, formica, riscatti la tua mole

quando butti sul peso gambe e cuore.

 

Nota: in 5-8 ore si percorre il canyon di Samaria a Creta partendo da oltre 1.200 metri di altitudine e scendendo tra boschi e ruscelli fino al mare dove si viene recuperati sulla costa da un battello poiché non esistono altre strade di collegamento.

 

DONNA DI SCOGLIO

 

Donna di scoglio

tutt’uno con la roccia

Donna di pietra

e sole e mare e aria

Donna di carne

Donna solitaria

che in mezzo agli altri

regala riso e vino.

 

Donna di scoglio

difficile da muovere

difficile da spingere

da spingere più in là.

Donna imbronciata

che non si vuole dare

ed ogni giorno

si dà e dà e dà.

 

Donna di scoglio

col sale sulla pelle

Donna di pietra

e sole e mare e aria

Donna di vita

Donna di un uomo

Donna d’amore

di scoglio e libertà.

 

GATTO!

 

Un gatto sonnacchioso sul sofà

un gattone pulito, ma un po' stanco

non un gatto da strada, nè da gara

un gatto casalingo, un po' d'età.

 

Nella stanza si muovono persone

il gatto se le osserva di sottecchi

non è da lì che gli verranno grane

ma la cautela è buona precauzione.

 

Il gatto si affeziona ... già: a che cosa?

c'è chi dice alle comodità

talvolta alla famiglia, o ad un suo membro

quel che è certo: padroni non ne ha.

 

Niente padroni, solo libertà.

E' bello come slogan, ma è utopia.

Il gatto mangia ormai le scatolette

finchè qualcuno gliele comprerà.

 

Qualche volta ritorna sul sentiero

di caccia al topo, come anni fa.

I riflessi, però, sono più lenti

lo scatto non è più quello primiero.

 

Il gatto è un egoista, già si sa.

Il gatto è ladro, l'han fatto così.

Chi preferisce cani e fedeltà

del gatto certo non si curerà.

 

Il gatto sta sdraiato sul sofà

pupille strette, immagini allungate

il gatto pensa al gatto che è già stato

il gatto pensa al gatto che sarà.

 

Il gatto sogna il sogno o la realtà

di notti brave, notti al calor bianco

di lotte e gatte e corse e graffi e amori.

Il gatto sta sognando sul sofà.

 

Due carezze, due coccole, una mano

e il gatto, soddisfatto, fa le fusa

Una palla, un gomitolo, un bottone

e il gatto gioca a Rambo ed a Cirano.

 

Il gatto la pelliccia vuol pulita

e se la lecca con cura e serietà;

poi, di notte, va fuori a miagolare.

Il gatto è vivo e crede nella vita.

 

Il gatto è un po' lunatico, si sa

ora affettuoso, ora sulle sue

ma in fondo è divertente e lo si tiene

perchè di compagnia un po' ne fa.

 

Sì, il gatto piace. Vuoi saper perchè?

Il gatto è pigro, è vivo, è fantasioso,

è ladro, è astuto, è snello, è lussurioso,

è egoista, lunatico, affettuoso,

giocherellone, agile, curioso ...

Il gatto è gatto: prendilo com'è.

 

ARIZONA

 

Basta! Ormai ho deciso, vado via

mi voglio realizzar come persona

in una terra da sentire mia

in Arizona.

 

Basta a ‘sto cielo grigio e a questo inverno!

Cambio decisamente, cambio zona;

non mi importa se a te sembra un inferno

l’Arizona.

 

Voglio il deserto rosso e il cielo blu

il grido di un coyote che risuona

fra i canyon e vola su, sempre più su

in Arizona

 

Troverò certo Coogan ad aspettarmi;

la cravatta di cuoio, sai, gli dona

ed una birra fredda vorrà offrirmi

in Arizona

 

Poi monterà a cavallo ed io sul mio

mi farà un cenno e mi dirà: Su, sprona.

Alla tua vecchia vita dille addio

qua in Arizona

 

Andremo avanti e poi ci fermeremo

per ripararci se dal cielo tuona.

Ma è immenso, sai, laggiù l’arcobaleno

in Arizona.

 

Alla sera, con la chitarra in mano

canterò una canzone (Coogan stona…)

che parla di un cowboy e di un indiano

in Arizona.

 

Dopo una padellata di frittelle

dalla fiaschetta tirerò una buona

sorsata e brinderò alle stelle

dell’Arizona.

 

Le torri della Monumental Valley

tutt’intorno faranno da corona

e sbriglierò i sogni miei. Come cavalli

dell’Arizona.

 

 

Nota: Coogan è il nome del personaggio di Clint Eastwood ne "L'uomo dalla cravatta di cuoio" di Don Siegel, vicesceriffo, appunto, dell'Arizona. Perfetto compagno per la mia nuova vita.

ROUTE 66 REVISITED  (Natale 2012)

 

Notte di whisky e cacao

notte di blues a Chicago

Lena mi ha tolto la chiave

Lena non mi dà più spago

ho anche rotto due corde

son quattro e ne servono sei

perciò butto la vecchia Ford

sopra la Sessantasei.

 

L’alba la bevo in Missouri

frittelle e due lunghi caffè

la Porta per il Vecchio West

si è spalancata per me

come le gambe di Lena:

che botti, ragazzi, con lei!

… ma è meglio pensare alla strada

la vecchia Sessantasei.

 

La Grande Via Diagonale

mi culla, mi parla, mi inghiotte

il brontolar del motore

è un tam-tam sioux nella notte.

Il Kansas mi scalcia distratto

mi saluta J.J. Cale

a Tulsa, qui in Oklahoma

sulla Sessantasei.

 

Certe smorfiose texane

ti pesano col bilancino

Lena non faceva storie

Lena incendiava il cuscino

ma Lena mi ha detto: è finita.

Cristo, quanto la vorrei!

e intanto mi scivola intorno

la vecchia Sessantasei.

 

“Senor, buenas dias amigo!”

New Mexico, eccomi qui.

Tortillas, fagioli e una birra

e impazza su tutto il chili.

Andiamo, ora c’è l’Arizona

e basta con i piagnistei

su Lena rimasta lassù

in cima alla Sessantasei.

 

L’Oceano ronfa sornione

la California risplende

mi sono comprato le corde

il blues finalmente riprende.

Ululo con i coyotes

che mi salutano: “Hey!

Raccontaci del tuo viaggio

sulla Sessantasei!”

 

 

La Route 66, strada storica che attraversa il West americano da Chicago a Los Angeles, è stata immortalata in tante canzoni. Anche questo testo, nato poesia, finirà musicato.